Desertificazioni del reale

Mi guardo spesso intorno mentre cammino, mentre guido l’auto, mentre sono al supermercato, mentre percorro qualsiasi strada. Tutto pare un vasto deserto. Ogni tanto si vede qualcuno che corre, gruppi di donne originarie dell’Est Europa che popolano le fermate del bus, il sabato mattina. Mi fanno ricordare che esiste ancora una comunità, laddove comunità sembra non esserci più. Le persone si preoccupano molto dei soldi di questi tempi, ed è giusto, tutti ne parlano, c’è la crisi, si capisce. Da quando ho 21 anni “c’è la crisi”. Ma cosa facciamo quando abbiamo finito di cenare, messo a letto i bambini, finito di guardare l’ennesima serie su Netflix? A cosa pensiamo dentro le nostre case/dormitori? La desertificazione interiore che percepisco è solo un riflesso della mia, che forse non riesco a mettere bene a fuoco? La gente per strada non saluta, non parla, non si ferma alle strisce pedonali. Il giudizio è il passatempo preferito di tutti, l’apparenza conta e il silenzio la sera è forte, talmente forte che ogni tanto qualcuno dice basta ed esce dalla porta sul retro della vita, ma non lo scrivono sui giornali. Chissà, forse non morire di morte naturale sta brutto, non si fa, birichini. Non siamo un paese felice, e questa infelicità traspare dalle strade deserte, dall’assenza di luoghi aggregativi, dalla vita di provincia che ha solo il brutto della provincia.

Eppure ogni tanto si scovano delle oasi. Dei piccoli nuclei resistenti, spesso nascosti, che vivono. Si nutrono del bello, pensano, creano, soprattutto condividono. A volte li trovo, a volte li cerco, a volte ci inciampo. A volte nel corso della mia vita ho provato a creare un nucleo di resistenza a questo deserto, ma non spetta a me dire se ci sono riuscita. Anche altri lo fanno, ma c’è un monadismo persistente che per sua natura scoraggia le iniziative. Molti si arrendono, a un certo punto. Trovare ciò che contrasta il vuoto e che non è ancora stato completamente affossato dalla materialità dalla noia dal conformismo e dalla rassegnazione. I simili riconoscono i loro simili, e come in una guerra segreta e nascosta si portano in salvo a vicenda.

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